A COSA SERVE L’ATTIVITÀ PREVENTIVA ED ADATTATA?

La prevenzione potremmo definirla come quell’insieme di attività ed interventi che possano promuovere e conservare lo stato di benessere di un soggetto ed evitare l’insorgenza di malattie. Prevenire significa ridurre o addirittura eliminare quei fattori di rischio che possono causare l’insorgenza di patologie, o che comunque possono compromettere la salute ed il benessere di una persona. Questo genere si processo avviene tramite un approccio multidisciplinare che può trovare applicazione in diversi ambiti. La prevenzione non è una materia di esclusivo ambito medico: la prevenzione infatti è un concetto che concerne anche le politiche ambientali, la progettazione di infrastrutture, l’ergonomia, le politiche sociali e tutte quelle discipline che in diversi modi hanno a che fare con il benessere dell’individuo e di evitare danni allo stesso.


DAL PUNTO DI VISTA DELLE SCIENZE MOTORIE, la prevenzione può aiutare a ridurre l’insorgenza di patologie attraverso l’attività fisica, e quindi evitare comportamenti sedentari, che sono un importantissimo fattore di rischio per molteplici patologie come la sarcopenia; dall’altro lato, aiuta attraverso la promozione di un livello di salute e benessere quanto migliore possibile a livello individuale e a livello collettivo. La prevenzione non è da intendersi solo come la promozione della salute e del benessere fisico.


Infatti, secondo L’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITÀ, cio' che deve essere perseguito non è solamente l’assenza di malattia, ma cercare di promuovere anche il benessere sociale e mentale degli individui. Prevenire non è un termine da usare solo per pazienti sani, ma anche per soggetti con alto rischio di ammalarsi o con patologie già in corso che possono evitare complicanze tramite l’attività fisica. Le maggiori patologie prevenibili tramite l’esercizio sono quelle croniche: malattie cardiovascolari, diabete di tipo I, obesità, depressione… Quelle meno prevenibili sono le patologie infettive.


Uno studio dell’Università di Jivaskyla (Finlandia) ha dimostrato come l’attività fisica aerobica, gli esercizi di forza ma anche la combinazione delle due, possa avere un ottimo impatto sulle capacità funzionali del paziente. In sintesi, possiamo dire che la prevenzione serve a mantenersi in forma ed evitare patologie tramite uno stile di vita sano, e quindi: buone abitudini alimentari e motorie. Mentre l’attività fisica adattata viene utilizzata soprattutto nei soggetti anziani e con disabilità, ma se viene regolamentata e assume un aspetto agonistico, può essere considerata un’attività sportiva come i giochi paralimpici. Il problema della sedentarietà ancora oggi viene sottovalutato perché la comodità viene vista come beneficio, invece è tutto il contrario.


Le sane abitudini possiamo vederle anche nei piccoli gesti, come fare le scale piuttosto che prendere l’ascensore o andarsi a prendere quel gelato in bicicletta piuttosto che con la macchina. L’ideale, per un soggetto adulto, sarebbe svolgere almeno 150 minuti a settimana di attività aerobica oppure 75 minuti ad altà intensità. Nonostante il periodo, non bisogna assolutamente trovare scuse e capire che l’attività fisica, seppur personalizzata e adattata al momento, è importante per il benessere fisico e mentale!


Dott.ssa Monica Mele

AD Performance Team

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